BUBI CON LA S-WORK APPRODA
NEL MONDO DELLA RICERCA ACCADEMICA

Avrete certamente sentito parlare per le polemiche giunte agli onori della cronaca della tesi discussa all’Università di Palermo sulla S-word, il termine “SUCA”, analizzato approfonditamente in una ricerca accademica con tanto di quadrato semiotico, altro che gesto dadaista!

Sergio Tringali, 800A, ricamo su maglia 15×10, 2015 – Collezione privata, courtesy of Andrea Masu

Cosa ne è di una parola quando diviene virale, mantiene ancora il suo significato? E’ la domanda a cui Alessandra Agola intende rispondere con questa ricerca,  mettendo in luce come i processi di significazione siano vivi e si innestino su contesti culturali e sociali ancora più mutevoli.
Da fenomeno urbano associato a quello dei graffiti la s-word, che solo in apparenza si presenta come un atto automatico e annoiato, “la prima cosa che un palermitano scriverebbe”, diventa momento di risignificazione dello spazio urbano, non solo per come dialoga con l’ambiente, ma proprio perchè nella sua semplicità consente di osservare l’atto della comunicazione nudo e crudo in tutte le sue parti: la s-word si offre alla lettura, sposta il significato della parola stessa e il significante è pronto a codificarsi e ricodificarsi in molteplici forme.

Il “suca” scritto su muri, panchine, fermate e qualsiasi supporto “occasionale”, opera una sorta di scollamento tra la sostanza dell’espressione e quella del contenuto. Si pone come un mero significante, spesso distaccato dal significato vero e proprio.
Barthes parla di “illeggibilità”, quando il significante si stacca da qualsiasi significato e prende le distanze da alibi referenziali, lasciando così intravedere il testo.

PATTERN SUCA by BUBI
PATTERN SUCA by BUBI
PATTERN SUCA by BUBI
PATTERN SUCA by BUBI

Per la Agola la S-word ha un connotato liberatorio, immediato, ma è soprattutto un gesto, quello della scrittura, che consente di trasformare la noia che lo scaturisce in euforia, un gesto proibito, illegale, spregiudicato, ma che in ogni caso stipula un contratto di veridizione tra enunciatore-scrivente ed enunciatario-passante, e che stabilisce nuove articolazioni di senso che si fondano su codici culturali condivisi e permette a chi legge di capire, empatizzare con chi scrive, e di cogliere significato e codici spesso nascosti e impliciti in quel gesto.

Noi Bubi ci ritroviamo con la lettura che la Agola fornisce in merito a questo fenomeno culturale palermitano, ma che come lei stessa dimostra, ha valicato i confini della Sicilia per stabilirsi in tutta Italia e siamo lieti di aver appreso, in forma del tutto casuale, che Bubi e uno dei suoi più amati pattern, è stata citata fra i fenomeni in cui la S-word viene utilizzata proprio in uno di questi atti di risignificazione.
Siamo divertiti dal fatto che Bubi sia entrata nel mondo della ricerca accademica proprio quando si è cercato di interpretare fenomeni ritenuti “bassi” come quello del “suca”.

Per un approfondimento leggi qui 

PATTERN SUCA by BUBI
PATTERN SUCA by BUBI
PATTERN SUCA by BUBI
PATTERN SUCA by BUBI
2017-12-30T12:46:55+00:00