Milano, anno 2020. Nell’ambito della grande operazione di green washing Reinventing Cities, la Bubi Enterprise progetta un passamontagna per il grande freddo di quest’inverno, non si tratta solo degli effetti devastanti del climate change. Abbiamo realizzato uno shooting nell’area dell’ex Macello, un’area che presto sarà “bonificata” con la costruzione di un ennesimo quartiere green solo per ricchi. In questo clima freddo di colate di “cemento verde” abbiamo approfittato per fare un giro in quest’area prima che diventi proibitiva.

Balaklava hat in the middle of ex Macello, Milano, dicembre 2019.

Come alcuni di voi sanno Macao si trova proprio in quest’area e il laboratorio di Bubi proprio all’interno di Macao. FlyingLab, un laboratorio nel laboratorio sociale di Macao. Un sistema di interdipendenze, che da laboratorio di maglieria ha ospitato momenti diversi: assemblee, chiacchiere e birrette, ma anche produzione dura, momenti formativi e ludici, non da ultimo i primi passi di V.I.T.R.I.O.L. e di ChthuluLab, laboratorio tecnopolitico ispirato al testo di Donna Haraway1.

Balaklava hat in the middle of ex Macello, Milano, dicembre 2019.

In questo contesto ci è venuto spontaneo progettare un passamontagna, per celebrare l’anonimato, per affrontare il regime di viseità di questa fase, come ci insegna Rosi Braidotti2. Una fase che ci chiede di conformarci alle narrazioni consolatorie di un capitalismo green, che probabilmente spazzerà via la diversità che Macao ha saputo coltivare e fare crescere nel suo brodo primordiale, caotico, umido.

Balaklava hat in the middle of ex Macello, Milano, dicembre 2019.
Balaklava hat in the middle of ex Macello, Milano, dicembre 2019.

Ha sempre fatto freddo a Macao e c’è sempre stato bisogno di coprirsi bene, questo clima ci ha temprato, ma da oggi arriva una nuova ventata di freddo che vuole riprogettare la città intorno a un tavolino, una desertificazione che svuota i processi attivi delle comunità brulicanti. Il passamontagna sarà il nostro talismano, la maschera che ci consente di rimanere saldamente legati allo spazio del divenire, del soggetto e della comunità, uno spazio aperto dove i giochi sono ancora da compiere, dove rimanere a contatto con il problema in un processo trasformativo che il collettivo Ippolita ha chiamato hacking del sé 3.

Balaklava hat in the middle of ex Macello, Milano, dicembre 2019.

Riferimenti bibliografici:
1. Donna J. Haraway, Chthulucene, Produzioni Nero, 2019
2. Rosi Braidotti, Materialismo radicale, Meltemi, 2019
3. Ippolita, Dal free software all’hacking del sé, Legno grezzo, 2018